Le Opere

LE OPERE

Con la costruzione del Santuario e del convento e l’arrivo dei frati domenicani al Santuario sono molte le opere sorte intorno al culto della Madonna dell’Arco per il servizio ai più bisognosi.

Più volte negli anni, soprattutto durante le eruzioni del Vesuvio, la comunità dei frati domenicani si è prodigata per aiutare le persone più bisognose. Molte volte, in quegli anni bui e tristi, i frati hanno accolto e ospitato migliaia di persone garantendo loro aiuto e protezione.

Dal 1885 al 1906 il convento fu pure sede di un Manicomio.

 

Ma soprattutto nel Novecento si è sviluppato intorno al Santuario un vero e proprio centro di carità.

Il 24 settembre 1922 fu posta da padre Alberto Boglia la prima pietra dell’erigendo Orfanotrofio femminile che poteva ospitare fino a 200 orfane. Nonostante le difficoltà economiche di quegli anni – eravamo nel primo dopoguerra – grazie alla generosità dei fedeli e all’economia dei frati ma soprattutto all’opera del nuovo rettore, padre Raimondo Sorrentino, che legherà il suo nome alla storia del Santuario, il 27 settembre del 1925 veniva inaugurato l’Orfanotrofio Femminile Madonna dell’Arco. C’era già una orfanella: proveniva da Sezze in provincia di Latina ed era stata accolta qualche settimana prima, esattamente il 12 settembre. A lei si unirono ben presto altre sei fanciulle e furono da subito affidate alle suore della nascente Congregazione di Madonna dell’Arco. Nel 1971, grazie alla generosità della benefattrice la signora Ester De Angelis, fu allestito un asilo nido per ospitare bambini dai 12 mesi ai 3 anni. Nel maggio del 2000, dopo ben 75 anni di servizio, l’orfanotrofio ha cessato definitivamente la sua attività.

 

Fin dal 1936, grazie alla presenza del “collegino” all’interno del convento volto alla formazione e allo studio dei futuri religiosi domenicani, i frati si preoccuparono di offrire opportunità di studio anche ai tanti giovani che, vivendo nel circondario e non avendo possibilità economiche, trovarono ospitalità e disponibilità presso le loro scuole. Con un continuo crescere di presenze e consensi, si costituì un Istituto Parificato che comprendeva le classi della Prima media fino al Terzo anno del Liceo classico.

Essendo però i locali del Convento non più idonei ed insufficienti ad accogliere gli studenti, grazie al peregrinare di padre Ludovico Storti presso i devoti in America e alla generosità dei fedeli, nel 1959 veniva inaugurato il Liceo Padre Gregorio Rocco, in memoria a questa grande figura di domenicano dedito alla predicazione e alle opere sociali della Napoli del 1700. Esso comprendeva le Scuole elementari, medie e il Liceo Classico. Ha cessato la sua attività nel 2010. Si concludeva così una fase importante della presenza dei frati domenicani in questa terra benedetta da Maria.

 

Nel il 25 febbraio 1951 fu posta la prima pietra di una nuova opera: Le Case per Anziani Madonna dell’Arco. In realtà l’idea di far nascere un’opera in favore degli anziani era nata la sera dell’inaugurazione dell’orfanotrofio all’Avvocato Giovanni Casilli, napoletano, amico dei frati domenicani e benefattore del Santuario. Ne aveva parlato il 28 settembre 1925 a padre Raimondo Sorrentino. Egli desiderava fortemente questa costruzione e voleva dedicarla alla memoria dei suoi genitori. Ci vollero  26 anni perché l’Avvocato Casilli riuscisse a mettere da parte la somma di denaro necessaria e coronare il suo sogno. Così nel 1950, quinto centenario del primo miracolo, l’Avvocato Casilli, espose la sua idea a padre Mariano Nazzaro il quale si adoperò per la realizzazione di quest’opera. Erano presenti alla posa della prima pietra il Maestro dell’Ordine, padre Emanuele Suarez, e il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Giovanni Leone, originario della vicina Pomigliano d’Arco e al quale venne chiesto di tenere il discorso ufficiale, molti Vescovi e numerosi fedeli.

Il 25 aprile del 1956 veniva così ufficialmente inaugurata la prima Casa per anziani e venne affidata alla cura delle Suore domenicane di Madonna dell’Arco.

All’inizio quest’opera era riservata solo ad accogliere gli uomini ma la volontà dei frati era comunque di accogliere ben presto anche le donne e dunque eventualmente anche i coniugi. Grazie alla generosità dell’ingegnere Giuseppe Borselli, persona molto devota della Madonna dell’Arco, alla quale si rivolgeva con affetto filiale e ne affidava ogni sua opera e iniziativa, il 10 ottobre del 1983 veniva inaugurata dal Maestro dell’Ordine, padre Damian Byrne, la nuova Casa per anziani, costruita a fianco dell’altra come a formare un unico corpo.

 

Il 22 marzo 1964 il priore Lorenzo Loria pose la prima pietra della Casa del Pellegrino.

Fin dalla costruzione del convento, i frati domenicani ne avevano sempre riservato una parte, più precisamente l’ampio porticato del lato meridionale, per accogliere i numerosi pellegrini che giungevano da ogni parte per venerare la Madonna. Quando col tempo si rese necessaria la chiusura di tale porticato, si pensò alla costruzione di una struttura in grado di accogliere i pellegrini. Il primo lotto fu inaugurato il 6 giugno 1965, alla presenza del cardinale Michael Browne, già Maestro Ordine. Il secondo lotto, i cui lavori iniziarono nel 1969, fu inaugurato il 12 giugno 1971, alla presenza del Maestro dell’Ordine, Aniceto Fernandez. In occasione della celebrazione del Capitolo generale del 1973 si iniziarono i lavori dell’ultimo lotto, inaugurato nel 1974. Questa struttura poteva ospitare circa 200 persone e offriva gli spazi necessari per tenere conferenze e organizzare convegni. Al suo interno offriva la possibilità di un servizio bar e la ristorazione dei pellegrini in primo luogo, ma anche dei turisti e delle varie cerimonie. Tra il 1980 e il 1983 questa struttura ospitò 65 famiglie di sfollati a causa del terribile terremoto del 23 novembre 1980 che rase al suolo l’Irpinia.

Terminò la sua normale attività alberghiera il primo ottobre del 1990. Una seconda riapertura avvenne nel 2008 per poi essere nuovamente richiusa nel 2012.

Dal 2015 è affidata ad un gestore privato che offre servizio di Hotel, Bar e Ristorazione.

 

Il Centro Studi e Attività per la Religiosità Popolare fu inaugurato da padre Damiano Bova il 16 giugno 1965 alla presenza del Maestro dell’Ordine, Timothy Radcliffe, e del Priore provinciale padre Salvatore Manna. Esso ha lo scopo di studiare, valorizzare ed evangelizzare la religiosità popolare, e di studiare e catalogare l’immenso patrimonio storico, artistico, liturgico e devozionale del Santuario. Esso ha catalogato le oltre 6000 tavolette votive che vanno dal 1499 al 2017, molte delle quali sono esposte in Santuario e negli spazi adiacenti; i gioielli, le armi, e tutto quanto è stato donato in questi anni per grazia ricevuta alla Vergine Santa dell’Arco. Esso organizza convegni e incontri di carattere culturale e cura le diverse pubblicazioni del Santuario. In più raccoglie presso la Biblioteca alcune centinaia di volumi e studi sulla religiosità popolare e collabora con diverse Università e Musei, ricercatori e studiosi, mettendo a disposizione il suo patrimonio unico al mondo.

Oggi il Centro Studi dispone di 4 sale conferenze che possono ospitare fino a 150 persone, e di una Sala Polifunzionale intitolata a San Giovanni Leonardi con una capienza di 1000 posti a sedere.